
Infine ci fu la visita stimolante, consolatoria e quasi salvifica alla mia vecchia King Edward’s School. Avevo concordato con la segretaria del preside una visita mattutina. Ci era stato detto di andare a qualunque ora, di presentarci alle guardie all’ingresso e di fare il suo nome. Così facemmo, ma sbagliammo ingresso. Scendemmo dal taxi all’ingresso per gli studenti e la guardia ci disse:
«Buongiorno. L’ingresso per i visitatori è dall’altro lato della proprietà».
Avremmo dovuto, se non ricordavo male, farci a piedi il giro dell’enorme isolato, quasi un chilometro.
«Buongiorno. Non sono un visitatore, sono un Old Boy, un ex allievo. Ho un appuntamento con Miss Lynn Dale.»
Ci fece passare. Il semplice atto di posare piede sul terreno di KES e sentire il profumo dei campi sportivi in erba appena rasati mi fece venire la pelle d’oca sulle braccia e sulle gambe, cosa che confessai a mia moglie, mio fratello e sua moglie, i quali, insensibili, si misero a ridere. Passammo davanti alla caffetteria e girammo l’angolo dell’edificio per ammirare l’enorme distesa del campo da cricket e il suo Pavillion, ovvero il padiglione nel quale si riposano e si rifocillano i dirigenti, gli allenatori e i giocatori della squadra battitrice. Accanto ai campi da gioco c’è l’edificio dell’istituto primario interno alla KES. Era l’ora del primo intervallo per i ragazzini della Preparatory School ed erano seduti sulle panchine a mangiare i loro tramezzini. Al nostro passaggio ognuno scattava in piedi, si toglieva il berretto e salutava: «Good morning, Sir. Good morning, Ma’am».
In questi signorini educati rividi me stesso alla loro età e mi ricordai la reazione meravigliata di mia madre quando per la prima volta mi alzai dal mio posto sul tram per lasciar sedere una signora, così come ci aveva insegnato Miss Bouquin all’ultimo anno dell’elementari. Mi tornò in mente che…..